fbpx

News

Scarpe per saldare, guida all’acquisto

Se sei un fabbro oppure nel tuo lavoro svolgi usualmente lavori con la saldatrice, sicuramente avrai bisogno di scarpe adatte per saldare. Infatti, oltre a proteggere occhi e vie respiratorie, è necessario proteggere anche tutto il corpo e i piedi da eventuali pericoli.

Quali sono le caratteristiche delle scarpe per saldare?

Chi salda avverte il bisogno di avere della scarpe:

  • Resistenti. La scarpa deve resistere alle alte temperature dovute agli schizzi di metallo fuso o dalle caratteristiche scintille della saldatura.
  • Sicure. La scarpa per saldatori è classificata come scarpe S3, in grado di proteggerti dalle scintille, senza lacci oppure con i lacci ma protetta da uno strato ignifugo. Inoltre è necessaria una protezione del metatarso per evitare urti causati dalla caduta di oggetti pesanti e metallici.
  • Comode. La scarpa deve essere confortevole, deve permettere un movimento libero a livello della caviglia e deve dare la giusta traspirabilità al piede.

Quali scarpe consigliamo per il fabbro?

Le scarpe maggiormente consigliate per il fabbro o più in generale per chi si occupa della saldatura sono:

New Tago UK S3 SRC:

Scarpe in pelle stampata idrorepellente, nere, con fodera in tessuto Texelle, antistatica, antiscivolo, dotata di lamina acciaio inox antiperforazione.
Con plantare plus Fussbett AIR antistatico in EVA, rivestito in tessuto, interamente forato ed anatomico.
La scarpa è dotata di collarino imbottito, protezione in pelle con fibbia metallica regolabile e protezione della punta in PU.

Solder bis UK S3 HI CI HRO SRC

Scarpe altezza caviglia, in pelle idrorepellente, colore nero, con
fodera in tessuto TEXELLE, antistatica, antishock, antiscivolo, dotata di lamina antiforo APT Plate non metallica Perforazione Zero. Il battistrada in gomma nitrilico è resistente a +300 °C per contatto (1 minuto). La scarpa è rivestita in tessuto altamente traspirante, è antistatica grazie ad uno specifico trattamento superficiale e a cuciture realizzate con filati conduttivi. Altra caratteristice della calzatura è l’ anti torsion support si tratta di un supporto rigido in policarbonato e fibra di vetro, inserito tra il tacco e la pianta della scarpa, che garantisce sostegno e protezione dell’arco plantare, evitando flessioni dannose e/o torsioni involontarie. Il battistrada è in gomma nitrilica resistente a +300 °C per contatto (1 minuto).

Può interessarti anche:

Ecco la Guida dell’Agenzia delle Entrate al Superbonus 110%

L’Agenzia delle Entrate ha finalmente pubblicato la Guida al Superbonus 110%. La grande scommessa del Superbonus 110%  diventa ogni giorno più concreta.

La guida al Superbonus 110% pubblicata dall’Agenzia dell’Entrate, fornisce le prime indicazioni sull’agevolazione dedicata al miglioramento energetico e sismico degli edifici e propone una serie di casi pratici per spiegarne l’applicazione.

Con questo manuale, l’Agenzia delle Entrate riepiloga tutte le regole per usufruire dello sconto in detrazione o con cessione del credito e sconto in fattura.

Ecco la guida dell’Agenzia delle Entrate al Superbonus 110%

L’Agenzia delle Entrate ha pubblicato una guida che illustra passo per passo le novità su ecobonus e sismabonus introdotte dal decreto Rilancio.

L’incentivo consiste in una detrazione del 110% delle spese sostenute dal 1° luglio 2020 al 31 dicembre 2021 per gli interventi che aumentano l’efficienza energetica degli edifici e per quelli antisismici.

Dai lavori ammessi, ai soggetti beneficiari, fino alla possibilità di accedere a sconto in fattura e cessione del credito: la guida dell’Agenzia dell’Entrate affronta punto per punto le regole per beneficiare dell’agevolazione.

Dl. Rilancio, scarica il manuale d’istruzioni al Superbonus 110%

La Guida dell’Agenzia delle Entrate  illustra, attraverso una ricca carrellata di casi pratici, tutto quello che c’è da sapere sull’agevolazione introdotta dal Decreto Rilancio.

Il manuale fornisce, inoltre, indicazioni sulla possibilità introdotta dal Superbonus 110% di cedere la detrazione o di richiedere al fornitore uno sconto immediato con la possibilità per quest’ultimo di cederlo ulteriormente.

Scarica qui la guida completa dell’Agenzia dell’Entrate all’Ecobobus 110%

Leggi anche:

Il Superbonus 110% è legge. Proviamo a rispondere a qualche domanda dei nostri clienti.

Certificazione APE: certificazioni energetiche ed Ecobonus 110%.

Tassellatore Makita XGT® 40V HR002G

Il nuovo tassellatore Makita 40 Volt XGT® è adatto per i lavori più pesanti e impegnativi. Rappresenta uno degli utensili più noti della piattaforma 40V Makita.

L’utensile ha 3 funzioni: “Solo Rotazione” ; “Percussione con rotazione”; “Solo percussione”.

Il tassellatore XGT 40V HR002G è dotato di:

  • 2 batterie da 4 Ah
  • Caricabatterie rapido
  • Valigetta Mak Pac
  • AWS: sistema Auto-start wireless che si collega ad un aspirapolvere tramite Bluetooth
  • AVT: sistema di Anti Vibration Technology che riduce le vibrazioni, mantenendo la macchina a un livello di sicurezza
  • AFT: sistema di Tecnologia Active Feedback che arresta il motore qualora la rotazione della punta viene inaspettatamente forzata ad arrestarsi.
  • Attacco rapido
  • Controllo della velocità costante: gestione automatica della potenza del motore
  • Impugnatura antivibrazioni
  • Coppia di LED di illuminazione
  • Mandrino a sgancio rapido (sostituzione con autoserrante)
  • Può essere affiancato al sistema di aspirazione delle polveri DX14

Caratteristiche tecniche Tassellatore Makita XGT 40V

Il nuovo tassellatore Makita 40 Volt XGT ha una potenza del colpo di 2,9 joule (EPTA-Procedure 05/2009).

La capacità di foro del tassellatore HR002G è di:

  • 28 mm per il cemento;
  • 13 mm per l’acciaio;
  • 32 mm per il legno;
  • 54 mm Corona;
  • 65 mm Corona diamandata (uso a secco).

I colpi a minuto del tassellatore HR002G sono (n°): 0 – 5,000;

La velocità a vuoto è di  0 – 980 (g/min)

La capacità del mandrino è di  1,5 – 13 mm 

Il livello Pressione Sonora è di 93 dB(A)

Il livello Potenza Sonora: 104 dB(A)

Le dimensioni sono:

  • con BL4025: 389x102x232 mm 
  • con BL4040: 404x102x238 mm 
  • Peso con batteria: 4,1 – 4,6 kg

Perchè scegliere il tassellatore XGT 40 Volt HR002G?

Perchè il tassellatore Makita 40 Volt XGT:

E’ performante: con una carica completa di una batteria BL4025 2.5Ah, riesce ad effettuare circa 120 fori, con profondità di 60 mm con una punta di diametro 12.5mm

E’ maneggevole: il baricentro del corpo macchina si trova il più vicino possibile all’impugnatura, offrendo più controllo e maggiore comfort.

E’ sicuro: l’impugnatura Anti-vibrazione riduce al minimo la fatica dell’operatore, inoltre, il materiale della piattaforma XGT 40 V è realizzato in ottica di prevenzione da corto circuito.

Leggi anche:

Makita XGT 40 Volt: nuovi arrivi

E’ finalmente arrivata, anche in Europa, la tecnologia Makita XGT® 40 Volt. Una vera rivoluzione nel mondo degli utensili a batteria professionali. Progettata per il settore industriale, per l’ edilizia, per le officine e per molti altri settori che da tempo attendevano delle evoluzioni legate alle prestazioni della batteria. Ed è così che dal primo Luglio Makita fornisce nel mercato europeo Martello Tassellatore XGT 40 V, Smerigliatrice Angolare XGT® 40 V, Trapano Avvitatore con Percussione XGT® 40 V e tanti altri utensili 40V.

In una precedente guida abbiamo già visto che per la scelta dell’ elettroutensile, bisogna tener conto di alcuni aspetti. Tra questi, un aspetto importante è il voltaggio. Per operare su bulloni o viti di un determinato diametro è consigliabile avere un voltaggio superiore a 18 ma spesso, non è abbastanza, ed è per questo motivo che nasce l’esigenza di progettare macchine più performanti.

Cosa significa XGT?

La sigla XGT deriva da Next Generation Technology, si tratta di un sistema completamente nuovo di utensili, batterie e caricabatterie specifici da 40V. Makita per la prima volta ci parla di un sistema che eroga un massimo di 40 volt, il doppio della nota piattaforma 18V LXT® che, fino ad oggi, ha rappresentato la fetta maggiore del mercato delle batterie.

I prodotti XGT® sono dotati di un programma integrato che permette una comunicazione digitale tra la batteria e l’utensile. Per garantire prestazioni ottimali, si crea una collaborazione tra la tecnologia della batteria e l’ingegneria motoristica degli utensili. La gamma di prodotti XGT® è stata pensata per agevolare i lavori che oggi si svolgono con la piattaforma LXT ma la stessa è pensata per introdursi in altri lavori più grezzi che ancora non si svincolano dall’uso di utensili che si alimentano con rete elettrica.

I vantaggi della piattaforma XGT

Le batterie XGT® sono molto simili alle batterie LXT® 18V sia per la forma che per le dimensioni ma si tratta di un nuovo sistema dotato di una serie di applicazioni che richiedono elevate prestazioni, consentendo in tal modo un’indipendenza senza precedenti dalle prese elettriche.

Le quattro caratteristiche più importanti di Makita XGT 40V:

  1. Il Design del corpo macchina: struttura resistente agli urti e alla polvere, a triplo strato impermeabile e dotato di dispositivi di prevenzione da corto circuito. Questo rende le macchine sicure e durevoli.
  2. Il Caricabatterie rapido: il progetto 40V Max è supportato da un sistema di ricarica rapida: per le batterie da 2,5 Ampere /h è di 28 min mentre le batterie da 4,0 Ampere /h sono completamente cariche in 45 min. Sulle batterie si ritrova un indicatore luminoso con 4 linee che consentono di sapere con facilità i livello di carica. Un adattatore di ricarica consente la ricarica di entrambi i prodotti LXT® e XGT® in totale quasi 300 utensili. 
  3. Il Programma integrato: sistema di comunicazione digitale tra la batteria e l’ utensile. Questo permette un monitoraggio costante sulle condizioni di lavoro ed interviene quando la gravosità dello stesso potrebbe mettere a rischio il corretto funzionamento dell’utensile.
  4. Il progetto per il futuro: è una piattaforma pensata per coesistere con gli utensili LXT e non per la sostituzione di questi ultimi. L’introduzione dell’ adattatore di ricarica ha consentito la possibilità di caricare entrambe le batterie utilizzando il caricabatterie XGT. Makita continuerà a sviluppare e rilasciare nuovi utensili LXT per applicazioni commerciali professionali mentre l’introduzione di 40V Max darà la possibilità ai consumatori di avere un prodotto innovativo per le applicazioni industriali.

Ti potrebbe interessare anche:

Tassellatore Makita XGT® 40V HR002G

Trapano avvitatore Makita XGT 40V 140 NM HP001G

Il Superbonus 110% è legge. Proviamo a rispondere a qualche domanda dei nostri clienti.

Il Superbonus 110%  è legge. Confermato l’impianto normativo previsto nel Decreto Rilancio, con qualche novità. Sono previsti sconti per la riqualificazione energetica estesi anche alle seconde case. Ma, per quanto riguarda l’aspetto più importante, la cessione del credito o lo sconto in fattura, si attendono i provvedimenti attuativi dell’Agenzia delle Entrate, del Ministero dello Sviluppo Economico e la piattaforma informatica che consentirà lo scambio dei crediti d’imposta.

Il decreto legge Rilancio, dunque, ha appena concluso il suo iter e in questo modo è stato completato il quadro delle norme base che disciplinano il nuovo Superbonus  110% sui lavori in edilizia. Le domande dei cittadini sono tante, proviamo a far luce sui principali interrogativi dei contribuenti.  

A chi spetta il Superbonus 110%?

In seguito alla conversione in legge del Decreto Rilancio (D.L. 34/2020) si allarga la platea dei beneficiare del Superbonus al 110%: con l’approvazione di un emendamento la norma viene estesa anche alla seconda casa. I cittadini, dunque,  potranno effettuare lavori di riqualificazione energetica su due unità immobiliari. 

Le unità immobiliari possono essere  sia abitazioni secondarie sia uffici, negozi o capannoni (singolarmente accatastati o facenti parte di condomini), ma  il titolo di proprietà degli immobili deve essere posseduto da contribuenti “persone fisiche”,  non imprenditori o professionisti.

Restano fuori dalle agevolazioni fiscali del Superbonus 110% le case di lusso e gli alberghi. Niente agevolazioni fiscali, quindi,  per gli interventi su ville, castelli e case di lusso, cioè quegli immobili che il catasto individua nelle classi A1, A8 e A9. Respinta anche la proposta di estendere le agevolazioni agli immobili delle imprese turistiche e, dunque,  alle strutture alberghiere

La detrazione del ­­110%, dunque, spetta a:

  • persone fisiche al di fuori dell’esercizio di attività di impresa o professionale;
  • ai condomini (in questo caso le unità immobiliari possono essere destinate anche a uffici e negozi e i beneficiari indirettamente possono essere anche imprese o professionisti);
  • cooperative di abitazione a proprietà;
  • Iacp per abitazioni già assegnate;
  • Onlus, organizzazioni del volontariato e associazioni di promozione sociale;
  • associazioni e società sportive dilettantistiche iscritte nel registro di cui al decreto legislativo 242/1999, per lavori destinati ai soli immobili adibiti a spogliatoi

Quali sono gli interventi agevolabili definiti “trainanti”?

La detrazione del 110% è prevista per tre «interventi trainanti» nel risparmio energetico:

1. Il Cappotto, ovvero, l’isolamento termico delle superfici opache che interessano l’involucro dell’edificio con incidenza superiore al 25%;

2. Gli interventi su parti comuni dell’edificio relativi alla sostituzione  d’impianti di climatizzazione sia a condensazione sia a pompa di calore;

3. Gli  interventi  di sostituzione di impianti di climatizzazione a pompa di calore su edifici unifamiliari

Gli interventi al 110% devono riguardare fabbricati esistenti. Tuttavia l’agevolazione si applica anche in presenza di demolizione e ricostruzione di cui all’articolo 3, lettera d, del decreto legislativo 380/2001 (Testo unico dell’edilizia).

Quali sono gli interventi  “trainati” che possono usufruire del Superbonus 110%?

Le tre tipologie di interventi definiti “trainanti” consentono di estendere la detrazione del 110% a tutti gli altri interventi di efficientamento energetico di cui all’articolo 14 del decreto legge 63/2013, convertito dalla legge 90/2013. Si tratta ad esempio di:

  1. installazioni di impianti solari fotovoltaici (limite di spesa 48mila euro nel limite di 2.400 per kW) e sistemi di accumulo con limite di spesa di 1.000 euro per ogni kW di capacità di accumulo. Per interventi di ristrutturazione edilizia (anche se implicano una nuova costruzione nell’ambito di una ristrutturazione) e urbanistica, la detrazione si riduce a 1.600 € per kW. Infine, la detrazione  sul fotovoltaico è subordinata alla cessione in favore del Gse dell’energia in esubero, con divieto di altri incentivi.
  2. sostituzione degli infissi, schermature solari, nonché sistemi evoluti di termoregolazione e cioè dispositivi multimediali per controllo da remoto;
  3. micro-generatori, in sostituzione di impianti esistenti, con un risparmio di energia primaria stabilita con decreto;
  4. installazione di infrastrutture per la ricarica di veicoli elettrici.

Che requisiti devono rispettare gli interventi per usufruire del Superbonus 110%?

Gli interventi per il risparmio energetico devono rispettare i requisiti minimi previsti dai decreti in materia e, comunque, devono  assicurare il miglioramento di almeno due classi energetiche, ovvero, almeno il raggiungimento di una classe più alta, da dimostrare mediante l’attestato di prestazione energetica (Ape).

L’unico modo per usufruire dei vantaggi fiscali prodotti dal Superbonus 110%, infatti, è quello di dimostrare di aver migliorato la classe energetica della propria abitazione di almeno 2 classi. Per farlo occorrerà la produzione di una doppia certificazione APE, redatta ante (se non se ne ha già una) e post intervento di ristrutturazione, alla chiusura dei lavori. Qui puoi scoprire come ottenere la certificazione APE.

Se il fabbricato è sottoposto ad almeno uno dei vincoli previsti dal codice dei beni culturali e del paesaggio (decreto legislativo 42/2004), oppure , se gli interventi “trainanti” sono vietati dai regolamenti edilizi, la detrazione si applica a tutti gli interventi trainati, anche in assenza di quelli trainanti così definiti nel comma 1 dell’articolo 119.

Prima di effettuare il lavoro , dunque, è necessario progettare gli interventi migliorativi per il salto di classe energetica, attraverso la progettazione energetica Disciplinata dall’Ex Legge 10/91, Decreto Legislativo 19 agosto 2005, n. 192 e dal  D.Lgs 311/2006,  per verificare che l’intervento progettato garantisca il miglioramento energetico richiesto per ottenere il Superbonus.

Esistono dei massimali di spesa?

Tra le novità di maggior rilievo introdotte dalla commissione Bilancio spiccano i nuovi massimali di spesa nei condomini per il cappotto termico e per la sostituzione delle caldaie a condensazione con caldaie a pompa di calore. Scopriamo quali sono i massimali di spesa.

Il Cappotto termico

Per le coibentazioni il  bonus spetta anche sulle superfici inclinate, quindi, il Superbonus 110%,  consente di intervenire anche sui tetti.

Il limite di spesa degli interventi ammessi al bonus è fissato  in 50mila euro per  le villette a schiera, ovvero, per le unità immobiliari situate all’interno di edifici plurifamiliari che hanno ingresso indipendente o più accessi autonomi dall’esterno.

Per gli edifici composti da due a  otto unità immobiliari il limite di spesa passa da 60mila euro a 40mila euro per unità abitativa. Limite che scende a 30mila, moltiplicati per unità immobiliare,  nei condomini composti da più di otto unità.

Cappotto Termico

Tipo di EdificioSpesa Massima

Edifici unifamiliari.
50.000 €

Unità immobiliari situate all’interno di edifici plurifamiliari che siano funzionalmente indipendenti e dispongano di uno o più accessi autonomi dall’esterno. 
40.000 € moltiplicati per il numero delle unità immobiliari che compongono l’edificio.
Edifici composti da più di 8 unità immobiliari.
30.000 € moltiplicati per il numero delle unità immobiliari che compongono l’edificio.

Sostituzione degli impianti di climatizzazione

Per la sostituzione degli impianti di climatizzazione e delle caldaie centralizzate a condensazione, con caldaie a pompa di calore, anche abbinati all’installazione di impianti fotovoltaici,  la detrazione del 110%,  per gli edifici fino ad otto unità immobiliari, non può essere superiore a 20mila euro per appartamento.

Gli edifici con più di otto appartamenti, invece,  non possono superare il tetto di spesa di 15 mila euro per unità immobiliare.

Per le case unifamiliari o plurifamiliari  la sostituzione della caldaia dovrà essere ricompresa in un massimale di spesa pari a 30mila euro.  L’agevolazione viene riconosciuta anche per le spese relative allo smaltimento e alla bonifica dell’impianto sostituito.

Sostituzione impianti di climatizzazione invernale

Tipo di Edificio Spesa Massima

Abitazioni unifamiliari o plurifamiliari.
30.000 €

Edifici composti fino a 8 unità immobiliari.

20.000 € moltiplicato per il numero delle unità immobiliari che compongono l’edificio.

Condomini composti da più di 8 unità immobiliari.

15.000 € moltiplicati per il numero delle unità immobiliari che compongono l’edificio.

Cessione del bonus o sconto in fattura?

Il pacchetto normativo del Superbonus 110% consente di cedere il credito corrispondente alle detrazioni, nuove e precedenti.

 La detrazione può essere trasformata in un contributo sotto forma di sconto fattura, fino all’importo massimo del corrispettivo dovuto, anticipato dal fornitore.  Quest’ultimo lo può utilizzare come credito d’imposta, oppure, lo può cedere ad altri, incluse banche e operatori finanziari.

 I destinatari del credito d’imposta lo utilizzeranno su cinque anni o dieci, come previsto dalla legge originaria. Il contribuente può anche trasformare la detrazione in credito d’imposta con facoltà di cederlo ad altri soggetti comprese banche e intermediari finanziari. Questa doppia facoltà vale non solo per gli interventi di ecobonus ammessi al 110%, ma anche per altri interventi sostenuti negli anni 2020 e 2021.

Lo sconto in fattura

Lo sconto in fattura consiste in un «contributo, sotto forma di sconto sul corrispettivo dovuto, fino a un importo massimo pari al corrispettivo stesso, anticipato dai fornitori che hanno effettuato gli interventi e da questi ultimi, recuperato sotto forma di credito d’imposta, di importo pari alla detrazione spettante, con facoltà di successiva cessione del credito ad altri soggetti, compresi gli istituti di credito e gli altri intermediari finanziari».

Per questo nuovo «sconto in fattura», pertanto, a differenza di quello che era previsto in precedenza (e ancora in vigore), la riduzione del prezzo della fattura del fornitore, tramite il contributo, può essere di un importo anche inferiore rispetto al valore nominale della detrazione fiscale e fino a un importo massimo pari al corrispettivo dovuto.

Per lo «sconto in fattura» di tutti i crediti edili (come per le cessioni di questi crediti) è richiesto il visto di conformità, il quale consiste nell’attestare la conformità dei dati relativi alla documentazione che attesta la sussistenza dei presupposti che danno diritto alla detrazione d’imposta.

Possono rilasciare il visto i dottori commercialisti, gli esperti contabili, i consulenti del lavoro, i periti ed esperti iscritti negli elenchi tenuti dalle Cciaa e i responsabili dell’assistenza fiscale dei Caf.

La cessione del credito

I contribuenti  (anche se non incapienti), al posto dell’utilizzo diretto della detrazione nei 5 anni previsti,  possono optare per la cessione del relativo «credito d’imposta di pari ammontare, con facoltà di successiva cessione ad altri soggetti, compresi gli istituti di credito e gli altri intermediari finanziari».

La cessione del credito potrà essere effettuata anche a un prezzo inferiore rispetto al valore nominale della detrazione fiscale.

I dati relativi alle opzioni di cessione dei crediti o «sconto in fattura» dovranno essere comunicati esclusivamente in via telematica all’agenzia delle Entrate, anche avvalendosi dei soggetti che rilasciano il visto di conformità, in base alle modalità attuative che verranno stabilite da un provvedimento del direttore dell’Agenzia delle  Entrate, entro ­30 giorni dall’entrata in vigore della legge, ovvero dal 18 luglio.

Quali sono le spese che possono essere oggetto di sconto fattura o cessione del credito?

Il bonus prevede che possono usufruire delle agevolazioni fiscali i seguenti lavori edilizi:

 1. Recupero patrimonio edilizio ai sensi dell’articolo 16 bis lettere A e B del Tuir (manutenzione ordinaria condomini e straordinaria, restauro e risanamento conservativo, nonché , ristrutturazione edilizia per altri edifici residenziali);

2. Interventi di efficienza energetica di cui all’articolo 14 del Dl 63/2013 e quelli appena introdotti con l’articolo 119 del decreto Rilancio;

3. Adozione misure antisismiche di cui all’articolo 16 del 63/2013 e quelle introdotte con l’articolo 119;

4. Recupero e restauro facciata edifici esistenti anche se solo di pulitura o tinteggiatura (legge 160/2019, detrazione del 90%);

 5. Installazione impianti fotovoltaici (detrazione del 50%) e quelli appena introdotti con l’articolo 119 del medesimo decreto Rilancio (detrazione 110%);

6. Installazione colonnine di ricarica veicoli elettrici.

Quali sono  le asseverazioni  che servono?

Oltre al visto di conformità di un soggetto abilitato alla trasmissione delle dichiarazione (commercialista, consulente del lavoro, periti camerali) o direttore di Caf che attesti la regolarità della documentazione e dei presupposti che danno diritto alla detrazione, serve il visto di asseverazione rilasciato da un tecnico abilitato che deve certificare:

  1. Il rispetto dei «requisiti tecnici minimi», che verranno stabiliti da uno o più decreti interministeriali attuativi;
  2. La congruità delle spese sostenute in relazione agli interventi agevolati.

Una copia di questa asseverazione deve essere trasmessa, esclusivamente per via telematica, all’Enea, con le modalità che dovranno essere adottate da un decreto del Mise.

E’ importante ribadire che per usufruire del Superbonus 110% i lavori effettuati devono garantire il miglioramento di almeno due classi energetiche dell’edificio o delle unità immobiliari situate all’interno di edifici plurifamiliari.  Se questo non è possibile si deve assicurare il conseguimento della classe energetica più alta.

Quali sono le procedure che il contribuente deve rispettare per ottenere il Superbonus 110%?

Per ottenere il superbonus 110% il contribuente deve:

  1. Acquisire l’Attestato di Prestazione Energetica (APE) prima dell’intervento;
  2. Chiedere uno o più preventivi in merito ai lavori da realizzare;
  3. Acquisire l’asseverazione di un tecnico abilitato, che attesti la rispondenza dell’intervento ai requisiti tecnici richiesti e la congruità delle spese;
  4. Acquisire l’Attestato di Prestazione Energetica (APE) post-intervento;
  5. Pagare le spese con bonifico, indicando la causale del versamento, il C.F. del beneficiario della detrazione, il numero di P.IVA del professionista o dell’impresa che ha effettuato i lavori;
  6. Inviare, tramite tecnici abilitati,  le asseverazioni e l’APE all’ENEA .

Trapano avvitatore Makita XGT 40V 140 NM HP001G

Il trapano Makita XGT 40V HP001G è un trapano con percussione che fornisce 140 Nm(coppia di serraggio massima). Questo trapano, insieme al tassellatore XGT 40V HR002G, alla smerigliatrice GA023GM e altri utensili, costituiscono i principali prodotti della nuova piattaforma XGT 40V Makita.

Il trapano per uso professionale ha la funzione di percussione BL Motor: progettato per avvitare e forare con due impostazioni di potenza diverse. A rendere la macchina efficiente e potente per lavori che richiedono un’alta potenza è la coppia massima di 140/68 Nm.

Il trapano HP001G è dotato di:

  • 2 batterie da 4.0 Ah
  • Caricabatterie rapido
  • Valigetta Makpac
  • Tecnologia BL Motor: per prestazioni che richiedono potenza ed efficienza in particolar modo per applicazioni difficili. Questo è reso possibile grazie a all’efficiente motore brushless e alla batteria XGT
  • AFT tecnologia di rilevamento Active Feedback che interviene spegnendo il motore qualora la rotazione della punta viene improvvisamente forzata ad arrestarsi. 
  • 41 Regolazioni elettroniche della frizione, facili da regolare per mezzo di display digitale
  • Quadrante meccanico a 2 velocità
  • Illuminazione a LED della zona di lavoro

Le caratteristiche tecniche

Due velocità a vuoto:

  1. velocità a vuoto: 0 – 650;
  2. velocità a vuoto: 0 – 2600


I colpi al minuto con prima velocità sono 0 – 9750; con la seconda
marcia sono 0 – 39000min-1
Capacità di foratura:

  • nel legno: 76mm
  • nella muratura: 20mm
  • nell’acciaio: 20mm

La coppia di serraggio per giunto rigido è di 140Nm per serraggio elastico è di 68Nm. Il mandrino autoserrante è 1.5 – 13mm.
Fattore K (suono): 3dB(A)
Livello vibrazioni: 2.5m/s²
Fattore K (vibrazioni): 1.5m/s²
dimensioni: 182x86x282mm
Il livello di pressione sonora: 85dB(A)
Peso con batteria: 3.0kg

Perchè scegliere il trapano avvitatore Makita XGT 40V HP001G?

Scegliere il trapano avvitatore 40V ti permette di avere:

un trapano avvitatore professionale adatto ai lavori più impegnativi;

elevata velocità di perforazione: 0-2600 g/min (in velocità massima)

Con una carica completa della batteria BL4025 il trapano HP001G riesce:

  • ad avvitare circa 40 viti con diametro 8 e 400 mm di lunghezza in SPF da 400 mm.
  • a fare circa 90 fori con SPF di 38 mm di spessore con punta 6.5 mm di diametro
  • a fare circa 480 fori con SPF di 38 mm di spessore con una mecchia di 22 mm di diametro

Il test, effettuato dalla Makita, può avere risultati diversi in base al materiale utilizzato.

Leggi anche:

I migliori avvitatori: guida alla scelta

Quali sono i migliori avvitatori sul mercato? La domanda non è di semplice risposta poiché la scelta dell’avvitatore è strettamente correlata all’utilizzo che si vuol fare dello stesso. Prima di leggere le recensioni di chi ha acquistato un avvitatore servirà capire se lo scopo dell’acquisto è per lavori da hobbista o da professionista.

I migliori avvitatori per hobbista o per professionista?

Se si sta cercando un avvitatore che completi la cassetta degli attrezzi a casa e che servirà quindi per lavoretti di hobbistica, la scelta cadrà su un prodotto facile da usare, in quanto spesso chi lo sta maneggiando non è un professionista. Un altro aspetto ricercato sarà un buon compromesso tra qualità e prezzo. L’avvitatore ricercato dovrà avere funzionalità standard e progettato per lavorare poche ore al giorno.

Se invece la ricerca del miglior avviatore viene da parte di un professionista, sicuramente avrà bisogno di un avvitatore di buona qualità che potrebbe essere usato per molte ore al giorno. In questo caso, la scelta cadrà su marche di alta gamma e su prodotti realizzati da specialisti degli elettroutensili. Negli anni lo studio delle necessità che possono sorgere in ambito professionale ci permette di avere diverse alternative da proporre, ognuna pensata per una particolare esigenza. Un avvitatore per professionisti deve garantire un buon risultato del lavoro e avrà delle specifiche caratteristiche che si adattano alle esigenze dell’operatore e del lavoro da svolgere.

Come abbiamo già visto nellarticolo “Guida all’acquisto del cacciavite“, il materiale, il design e gli accessori caratterizzano un utensile manuale. Queste tre caratteristiche nel mondo degli elettroutensili riguardano solo il corpo macchina e l’egonomicità dello stesso mentre altri aspetti importanti sono la potenza e, nel caso specifico dell’avvitatore, la velocità di rotazione data da i giri al minuto e la capacità di foro.

Quindi la scelta si basa su un mix tra materiale e prestazione.

Avvitatore elettrico, a batteria o pneumatico?

Anche se negli ultimi anni gli avvitatori a batteria hanno fatto passi da gigante, resteranno sempre meno potenti degli avvitatori a filo. Questi ultimi però non riusciranno mai a compensare il disagio legato alla presenza di un filo che comporta un lavoro scomodo con il vincolo di dover essere sempre legati ad una presa elettrica. Altra alternativa è data dall’avvitatore pneumatico di cui ne abbiamo ampiamente parlato in questo articolo. Quest’ultima è una soluzione adatta a chi cerca un prodotto leggero e comodo da usare.

Come riconoscere un avvitatore di qualità?

Le caratteristiche di un buon avvitatore sono:

  • Impugnatura ergonomica e antiscivolo.
  • Corpo macchina compatto e resistente agli urti
  • Motore brushless (senza spazzole).
  • Almeno 18 V se ti occorre per avvitare dadi, bulloni o viti di un determinato diametro.
  • Fornito con caricabatterie rapido, da considerare che maggiore è l’amperaggio e maggiore sarà il tempo di ricarica.
  • Praticità della regolazione della frizione.
  • Precisione di avvitatura può dipendere dalla qualità della punta e dal tipo di mandrino. E’ da considerare che un avvitatore, anche se professionale, include sempre un margine di errore di alcuni centesimi di millimetro perché non sono progettati per questi lavori di precisione. La perfezione si può riscontrare solo nei trapani da banco come ad esempio i trapani a colonna.

Leggi anche:

Fumi della saldatura, come proteggersi

La saldatura è una procedura che richiede molta manualità, esperienza e conoscenza. E’ giusto sapere che chi svolge come professione quest’attività è esposto a dei rischi. E’ noto o facilmente intuibile, che la protezione più comune per i saldatori è quella degli occhi, mentre ben pochi conoscono l’importanza di proteggersi dai fumi della saldatura.

In articoli precedenti abbiamo dato delle indicazioni per la scelta della maschera giusta ma quali sono i rischi e come bisogna proteggersi?

Quali sono i rischi?

Esistono effetti immediati percepibili fin da subito causati dai fumi di saldatura.
Ecco quali sono:

  • Irritazione agli occhi al naso e alla gola;
  • Vertigini o nausea;
  • Mal di testa;
  • Febbre da fumi metallici: alte temperature, brividi, dolori, vomito, debolezza e affaticamento.

Spesso si  verificano dopo un periodo di distacco dal lavoro (ad es. dopo un weekend).

Ci sono poi effetti a lungo termine:

  • Rischi correlati alle funzionalità polmonari, tra questi asma bronchiale, broncopneumopatia cronica ostruttiva;
  • Ulcerazioni croniche del setto nasale e allo stomaco;
  • Alcuni fumi possono causare disturbi al sistema nervoso.

Come proteggersi dai fumi della saldatura?

Per la scelta del dispositivo giusto è utile sapere il materiale da saldare (acciaio, alluminio, acciaio non trattato, acciaio verniciato ecc), la tecnica (MIG/MAG, TIG, elettrodo, plasma ecc.) e l’ambiente che può essere con una buona ventilazione o limitata ventilazione. Lo stesso vale per la scelta del filtro. In un precedente articolo abbiamo analizzato le classificazioni dei filtri in base alla normativa UNI EN 14387.

Esiste un’ampia gamma di respiratori monouso compatibili con la maggior parte delle maschere, visiere e occhiali protettivi. Prima di effettuare l’acquisto di una maschera è giusto consultare la scheda tecnica del prodotto e verificare che sia adatta alla saldatura e al tipo di materiale che si sta saldando.

Il nostro consiglio è quello di usare maschere monouso 3M per i fumi della saldatura classificazione FFP2 che grazie alla valvola Cool Flow offre una protezione confortevole andando a ridurre la condensa che si crea all’interno anche in ambienti caldi o umidi.

Leggi anche:

Superbonus 110%, in attesa dei decreti attuativi ecco 3 cose che possiamo fare.

Tutti stanno aspettando i decreti attuativi del Superbonus 110%. Prima della loro pubblicazione è difficile avere indicazioni attendibili sulle misure fiscali previste nel Decreto Rilancio. E quindi? Che cosa è possibile fare nel frattempo? Qualcosa di operativo si può già fare, mettendo, però, in conto che ancora non è tutto chiaro e c’è ancora qualche limitazione.

Superbonus 110% c’è attesa per i provvedimenti attuativi.

C’è attesa per i provvedimenti attuativi del Superbonus 110% previsti nel Decreto Rilancio. L’attesa dovrebbe finire il 18 luglio con la pubblicazione della Legge di Conversione del D.L. n. 34/2020.

Le misure più aspettate da contribuenti, professionisti, imprese e banche,  sono certamente le Misure Fiscali, quelle contenute negli art. 119 e 121 del Titolo VI, relative alle modalità di fruizione dello sconto in fattura e della cessione del credito.

Ma, per rendere operative le detrazioni fiscali, si dovranno, comunque, attendere le Linee guida dell’Agenzia delle Entrate e del Ministro dello Sviluppo Economico. Quindi la data del 18 luglio è solo indicativa.

Il Ruolo dell’Agenzia delle Entrate

Le linee guida dell’Agenzia delle Entrate, da adottare entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del D.L. n. 34/2020, dovranno stabilire:

  1. Le modalità attuative per la comunicazione delle due opzioni previste al posto delle detrazioni fiscali, ovvero, sconto in fattura e cessione del credito;
  2. Le regole per l’effettuazione dei controlli e dell’eventuale recupero degli importi non dovuti, qualora sia accertata la mancata sussistenza, anche parziale, dei requisiti che danno diritto alla detrazione d’imposta.

Il Decreto del Ministro dello Sviluppo Economico

Il decreto del Ministro dello Sviluppo Economico, da emanare entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della Legge di Conversione del D.L. n. 34/2020, dovrà chiarire:

  1. Le modalità di trasmissione delle certificazioni e della congruità delle spese sostenute, firmate da un tecnico abilitato;
  2. Le modalità per la trasmissione telematica all’ENEA della documentazione necessaria per usufruire del Superbonus 110%.

In attesa dei provvedimenti attuativi è possibile svolgere alcune attività di preparazione per accedere al Superbonus 110%. Scopriamo quali.

Nell’attesa che l’Agenzia delle Entrate e il Ministero dello Sviluppo Economico pubblichino tutte le coordinate ai contribuenti in materia di Superbonus 110%, chiarendo il quadro di quello che sarà necessario fare per accedere allo sconto fiscale, è possibile giocare d’anticipo, iniziare a muoversi e farsi trovare preparati. 

Ecco 3 cose operative che possiamo fare per ingannare l’attesa e farci trovare pronti.

La certificazione APE

 

La prima cosa da fare per ottenere il Superbonus 110% è dotarsi di una Certificazione APE prima dell’inizio dei lavori.

Prima di aprire il cantiere sarà, dunque, necessario conoscere la classe energetica del proprio edificio e le sue caratteristiche impiantistiche e strutturali.

L’unico modo per usufruire dei vantaggi fiscali del Superbonus 110%, infatti, è quello di dimostrare di aver migliorato la classe energetica della propria abitazione di almeno 2 classi.

Per farlo occorrerà la produzione di una doppia Certificazione APE, redatta ante (se non se ne ha già una) e post intervento di ristrutturazione.

Qui puoi scoprire come ottenere la certificazione APE.

La valutazione degli aspetti burocratici legati al Superbonus 110%

Oltre ad essere in possesso di una Certificazione Ape sullo stato di fatto dell’edificio, per capire meglio le Misure Fiscali previste nel Superbonus 110%, serve un’attenta analisi delle questioni burocratiche. 

È fondamentale, infatti, capire se vi sia conformità tra gli interventi da effettuare sull’edificio per migliorare la classe energetica e i regolamenti urbanistici, edilizi e amministrativi del proprio comune di residenza.

Questa fase è fondamentale per individuare eventuali criticità, valutare soluzioni alternative, ottenere i permessi per procedere con i lavori ed usufruire del Superbonus 110%.

Il Superbonus 110% prevede che i vantaggi fiscali spetteranno anche per i lavori effettuati sugli edifici sottoposti ai vincoli del Codice dei beni culturali e del paesaggio.

Uno degli aspetti innovativi del “Decreto Rilancio” è proprio quello di consentire ai cittadini e alle imprese di far salire sul maxi sconto anche i lavori di riqualificazione su edifici vincolati, in cui gli interventi “trainanti”, sono vietati da regolamenti edilizi, urbanistici e ambientali.

A prevedere questa possibilità, infatti, è il comma 2 dell’articolo 119 del Decreto Rilancio, secondo cui l’aliquota agevolata si applica anche a tutti gli interventi di riqualificazione energetica contenuti nell’articolo 14 del Decreto legge 63/2013.

Secondo l’emendamento approvato nella commissione Bilancio della Camera se l’edificio è sottoposto ad almeno uno dei vincoli previsti dal Dlgs 22 gennaio 2004 n. 42 o gli interventi sull’involucro e sugli impianti di riscaldamento sono vietati da regolamenti edilizi, urbanistici e ambientali, la detrazione si applica comunque a tutti gli interventi di riqualificazione energetica, anche se non eseguiti congiuntamente a quelli definiti “trainanti”.

Il vincolo legislativo per usufruire delle agevolazioni fiscali resta comunque il miglioramento della classe energetica dell’edificio (Comma 3 dell’art.119 D.L. Rilancio).

In altre parole sugli immobili vincolati sui quali non è possibile fare il salto di due classi energetiche, basterà dimostrare che gli interventi da fare garantiscono il raggiungimento della classe energetica più alta.

Dovrebbe funzionare così: per gli edifici vincolati, nei quali sia impossibile realizzare una delle tre tipologie di interventi, definiti “trainanti” nelle norme del Decreto Rilancio, a causa di regolamenti edilizi, urbanistici o ambientali, gli altri interventi rientranti nell’ Ecobonus ordinario saranno  comunque agevolati al 110%.

Per avere la certezza occorrerà aspettare i decreti attuativi ma, verificare i possibili vincoli a cui è sottoposta l’abitazione destinataria dei lavori, è una delle tre cose che possiamo fare per ingannare l’attesa e farci trovare preparati.  

La valutazione di fattibilità

Prima di effettuare il lavoro è necessario progettare gli interventi migliorativi, attraverso la progettazione energetica Disciplinata dall’Ex Legge 10/91, Decreto Legislativo 19 agosto 2005, n. 192 e dal  D.Lgs 311/2006,  per verificare che l’intervento progettato garantisca il miglioramento energetico richiesto per il Superbonus.

Si tratta di una fase di diagnosi completa del fabbricato non necessariamente troppo dettagliata, in quanto, qualora i lavori non siano effettuati, resterà una spesa pura, non detraibile.

Questo passaggio consente di individuare i lavori necessari per migliorare le prestazioni energetiche dell’edificio e per preparare una valutazione di fattibilità tecnico economica iniziale, documento essenziale per poter valutare se vi sono i requisiti per poter fruire delle detrazioni previste dal Superbonus 110%.

Adempimenti per ottenere il Superbonus 110%.

In ogni caso per usufruire del Superbonus 110%, il contribuente deve:

  1. Acquisire l’Attestato di Prestazione Energetica (APE) prima dell’intervento;
  2. Chiedere uno o più preventivi in merito ai lavori da realizzare;
  3.  Acquisire l’asseverazione di un tecnico abilitato, che attesti la rispondenza dell’intervento ai requisiti tecnici richiesti e la congruità delle spese;
  4. Acquisire l’Attestato di Prestazione Energetica (APE) post-intervento;
  5. Pagare le spese con bonifico, indicando la causale del versamento, il C.F. del beneficiario della detrazione, il numero di P.IVA del professionista o dell’impresa che ha effettuato i lavori;
  6. Inviare le asseverazioni e l’APE all’ENEA per ottenere i vantaggi fiscali previsti dal Decreto Rilancio.

Giravite o cacciavite?

In tanti si chiedono se si dice giravite o cacciavite. Qual è la forma corretta?

La parola cacciavite deriva dalla composizione di due parole: cacciare  (dal latino *captiare, intensivo di capĕre ‘prendere’ ) e vite . Inoltre, la parola cacciavite è una delle poche parole in italiano che può avere la forma del plurale invariata come “cacciavite” ma può essere anche declinata in “cacciaviti”. La definizione secondo il dizionario italiano Treccani il cacciavite è l’ “Arnese che serve a stringere e ad allentare viti: è costituito da uno stelo di acciaio, tondo o prismatico, innestato in un manico di legno o di plastica, con l’estremità di forme varie in relazione al tipo d’intaglio praticato nella testa della vite: c. a lama, con l’estremità dello stelo appiattita; c. a stella, per viti con intaglio a croce.

Il cacciavite in inglese si dice screwdriver, termine più conosciuto per indicare un Cocktail a base di vodka e succo d’arancia.

La parola giravite deriva anch’essa dalla composizione due parole: girare (dal latino tardo gyrare, der. di gyrus «giro») e vite. Secondo il dizionario italiano Treccani il giravite è un sinonimo di cacciavite.

Qual è il termine corretto Giravite o Cacciavite?

Nel linguaggio comune è più diffuso dire cacciavite e non giravite, sono entrambi termini corretti quindi non possiamo dire quale non usare ma possiamo sicuramente dire che se analizziamo la parola e la funzione dell’utensile, probabilmente, il termine che risulta più attinente è giravite.

Leggi anche

Cacciavite: guida alla scelta