fbpx

Protezione udito: info utili per lavorare in sicurezza

Riduzione dell’apparato uditivo: cause e conseguenze

Protezione udito? Ecco alcune informazione utili per continuare ad ascoltare il tuo gruppo musicale al meglio!

La perdita o la riduzione dell’udito causato dai rumori nocivi sul luogo di lavoro è un problema che riguarda moltissime persone nel Mondo, soprattutto con l’aumento dell’età lavorativa media.

Con l’avanzare dell’età, aumenta proporzionalmente la percentuale di persone che soffrono di presbiacusia (riduzione dell’udito per invecchiamento). Secondo i dati dell’Organizzazione mondiale della sanità , sono circa 360 milioni le persone in tutto il mondo che soffrono di ipoacausia invalidante e secondo quanto dichiarato dall’agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro, sono circa 13 milioni di persone nell’UE che soffrono di problemi di udito. Questi dati sono importanti per capire che con l’avanzare dell’età, aumentano le problematiche che vanno a compromettere l’apparato uditivo e di conseguenza vanno ad abbassare la percezione del rischio nel lavoratore, in quanto sentirà meno i suoni e i rumori che lo circondano.

Frequenze udibili dall’orecchio umano

Le frequenze udibili dall’essere umano sono quelle che vanno dai 20 Hz ai 20 KHz. La sensibilità sonora, ovvero il suono che percepiamo al meglio è quello che si trova nel mezzo della curva che va dai 2 KHz ai 4 KHz che corrisponde all’incirca alla frequenza del parlato.

Protezione udito: Tabella sensibilità sonora .
Protezione udito: Tabella sensibilità sonora (3M).

Intensità del Suono e Rumore nocivo

L’Intensità del suono viene misurata con il decibell (Db). Nella vita quotidiana possiamo ritrovarci a percepire suoni che vanno in media dai 50 Db ai 140 Db. I suoni che vanno dai 50 fino agli 80 dB sono suoni accettabili dal nostro sistema uditivo. Oltre gli 80 Db, invece, il suono diventa nocivo (rumore) e può causare problemi e deficit alla persona che lo percepisce.

Un’esposizione senza dispositivi di sicurezza a suoni con intensità superiore a 80 Db può causare diversi effetti:

– difficoltà a percepire suoni pacati;

– problemi di conversazione;

– perdita di produttività;

– affaticamento, ansia, stress e pressione alta;

– acufene (ronzio nell’orecchio);

– rischio di disabilità e demenza con la perdita dell’udito;

Nella tabella seguente troveremo alcuni esempi di rumore quotidiano e di rumore industriale che possono essere considerati eccessivi e dannosi per l’essere umano.

Protezione udito: Tabella rumori quotidiani e rumori industriali.
Protezione udito: Tabella rumori quotidiani e rumori industriali (3M).

Scopri tutta la gamma di DPI (dispositivi di protezione individuale) per proteggere il tuo apparato uditivo e lavorare in sicurezza su nolaferramenta.it alla sezione protezione per l’udito (clicca qui).

Lo sapevi che i DPI hanno una scadenza?

I DPI (dispositivi di protezione individuale) hanno durata limitata e periodicamente vanno controllati nel loro stato di efficienza e sostituiti una volta giunta la loro scadenza. Importante è anche lo stato di conservazione del prodotto! Fondamentale è anche verificare ambiente e che non vengano esposti a fonti di calore o ambienti di forte umidità (in grado di modificarne o azzerarne l’efficacia).

 Tutte le informazioni sono riportate nel libretto d’uso e manutenzione del dispositivo.

dpi sicurezza sul lavoro scadenza

Riferimenti di legge relativi alla scadenza e al controllo dei DPI

Le leggi principali a cui dobbiamo far riferimento sono due:

  • Il D.Lgs 81/2008, art. 77 comma 4: “il datore di lavoro […] assicura le sostituzioni necessarie secondo le eventuali indicazioni fornite dal fabbricante”
  •  Il Regolamento Europeo 2016/425 (che disciplina la fabbricazione dei DPI) allegato II art. 2.4: “Se è noto che le prestazioni di progetto di un nuovo DPI possono deteriorarsi notevolmente con l’invecchiamento, il mese e l’anno di fabbricazione e/o, se possibile, il mese e l’anno di scadenza devono essere marchiati in modo indelebile e inequivocabile su ciascun esemplare di DPI immesso sul mercato e sui relativi imballaggi”.

Tutte le scadenze per ogni singolo dispositivo di sicurezza

1. Elmetti protettivi: 5 anni;

L’elmetto ha una durata di 5 anni, sempre che sia utilizzato conformemente alle istruzioni del fabbricante e sempre ché sia stato stoccato, in caso di non utilizzo, in luogo adatto.

2. Tute protettive: 5 anni;

3. Mascherine: fino a 5 anni;

A seconda della tipologia di mascherina (chirurgica, FFP2, FFP2 con valvola, FFP3, FFP3 con valvola) e della marca, le mascherine hanno una durata protettiva che sulle migliori garantisce sicurezza fino a 5 anni dalla data di produzione.

4. Tappi da lavoro per protezione udito: fino a 10 anni.

E’ importante ricordare anche che alcuni di questi dispositivi sono monouso, e che quindi una volta utilizzati hanno necessità di essere sostituiti per sicurezza sulla loro efficacia!

Occhiali protettivi da lavoro, cosa sapere sui dpi per gli occhi

Gli occhiali protettivi rientrano nei DPI (dispositivi di protezione individuali) per la tutela degli occhi sul luogo di lavoro.
Per farlo devono garantire determinati requisiti qualitativi previsti dalla legge e rispondere a diverse certificazioni europee.
I campi dove è necessario indossare gli occhiali protettivi sono svariati. Spesso è il datore di lavoro a fornire occhiali protettivi specifici da indossare per il corretto svolgimento del lavoro

occhiali di protezione occhi
scopri tutti i dispositivi per proteggere gli occhi https://www.nolaferramenta.it/shop/sicurezza-e-igiene/dpi/protezione-per-gli-occhi.html

Perchè indossare gli occhiali protettivi da lavoro?

Numerosi sono i rischi legati all’occhio durante il lavoro:
Ottici: scaturiti dall’esposizione alla luce naturale, artificiale o alle sorgenti di radiazioni possono provocare delle lesioni agli occhi;
Meccanici: provocati da un esposizione alla polvere, da particelle ad alta velocità, da metalli o corpi incandescenti;
Chimici : provocati dai gas o spruzzi di soluzioni chimiche che possono filtrare nell’occhio, danneggiando così la retina e di conseguenza la vista;
Termici: dovuti a condizioni climatiche aride o secche che possono provocare problemi seri agli occhi.

Normativa occhiali di protezione

La normativa che vige per il corretto uso di occhiali protettivi da lavoro è la UNI EN 166:2001.

Cosa specificano numeri e lettere nel codice impresso sull’occhiale di protezione?

Attraverso un codice impresso e visibile sulla lente potremmo sapere tutte le caratteristiche di un determinato occhiale.


Marcatura CE
Sull’occhiale una parte del codice conterrà la scritta “CE” che attesta il superamento dei test e la conformità alla normativa EN 166:2001;


Filtro
Il primo numero del codice indica da cosa la lente protegge, mentre il secondo dopo il trattino il grado di protezione.
2= ultravioletti
3= ultravioletti senza alterazione di colori
4= infrarosso
5= solare
6= solare e infrarosso


Produttore
Dopo i primi due numeri viene riportata la sigla del produttore di riferimento.


Classe ottica
Dopo la sigla sarà determinato il potere rifrattivo delle lenti che vanno dal numero 1 al numero 3.
Per gli occhiali che appartengono alla classe numero 3, l’utilizzo è consigliato solo per brevi periodi.


Resistenza
Subito dopo la classe ottica viene indicato il grado di resistenza agli urti delle lenti. Possiamo individuare quattro categorie:
S = Robustezza incrementata
F = Urto a bassa energia
B = Urto a media energia
A = Urto ad alta energia
Inoltre è possibile trovare anche una T, che sta ad indicare che l’occhiale è in grado di resistere a urti anche dopo aver passato un’ora in condizioni estreme, come temperature di 5° o 55°.

Campo
Dopo le lettere legate alla resistenza sarà indicato un numero che si rifà al campo di utilizzo dell’occhiale protettivo.
3= Liquidi, con gocce e spruzzi
4= Particelle di polvere grossa
5= Gas e particelle di polvere sottili
8= Arco elettrico
9= Metallo fuso e solidi caldi

Requisiti
L’ultima lettera presente poi indicherà se l’occhiale possiede ulteriori requisiti specifici:
K= Occhiale resistente al deterioramento da particelle sottili
N= Occhiale resistente all’appannamento

Caschi da cantiere: come proteggere la testa sul lavoro

I caschi protettivi da cantiere sono uno dei principali Dpi (dispositivi di protezione individuale) indispensabili per la salvaguardia della testa sul posto di lavoro. A seconda della mansione svolta da ogni singolo lavoratore ci sono diverse tipologie di elmetti di protezione.

Dove è necessario usare i caschi da cantiere per proteggere la testa

Come riportato da normativa all’Allegato VIII del D.lgs 81/2008 l’uso dei caschetti è obbligatorio per lavori :

  • Edili, soprattutto lavori sopra, sotto o in prossimità di impalcature e di posti di lavoro sopraelevati, montaggio e smontaggio di armature, lavori di installazione e di posa di ponteggi e operazioni di demolizione.
  • Su ponti d’acciaio, su opere edili in strutture d’acciaio di grande altezza, piloni, torri, costruzioni idrauliche in acciaio, altiforni, acciaierie e laminatoi, grandi serbatoi, grandi condotte, caldaie e centrali elettriche.
  • Lavori in fossati, trincee, pozzi e gallerie di miniera.
  • In terra e in roccia.
  • In miniere sotterranee, miniere a cielo aperto e lavori di spostamento di ammassi di sterile.
  • Con uso di estrattori di bulloni.
  • In ascensori e montacarichi, apparecchi di sollevamento, gru e nastri trasportatori.
  • Nei pressi di altiforni, in impianti di riduzione diretta, in acciaierie, in laminatoi, in stabilimenti metallurgici, in impianti di fucinatura a maglio e a stampo, nonché in fonderie.
  • In forni industriali, contenitori, apparecchi, silos, tramogge e condotte.
  • Costruzioni navali, smistamento ferroviario, macelli.

Salvaguardia della testa con i caschi di protezione

I principali rischi dai quali un elmetto deve proteggere sono:

  1. Meccanici : protezione da caduta oggetti, urti e schiacciamenti laterali;
  2. Elettrici: dotati di materiale isolante e resistenti alla tensione;
  3. Termici: in grado di assicurare il proprio funzionamento e le proprie caratteristiche tecniche anche in condizioni di alte e basse temperature.

Per rispondere a queste necessità, i costruttori devono attenersi a specifiche normative tecniche prima della messa in distribuzione. Le prove che devono superare sono elencate nella normativa EN 397:2013 che specifica i requisiti fisici e gli indici prestazionali di un normale caschetto da lavoro.

Cascho protettivo per protezione testa colore giallo EN 397:2013
Scopri tutti i colori disponibili

Quale casco usare per i lavori industriali?

Per i lavori industriali vanno utilizzati gli elmetti dedicati all’industria. Tali caschi devono rispondere alla normativa EN 14052:2013 e devono garantire protezione in caso di caduta oggetti e assicurare un certo grado di protezione in modo da evitare conseguenti fratture del cranio, lesioni cerebrali o al collo.

Quale casco usare per i lavori ad alto rischio elettrico?

Quando si ha un alto rischio elettrico e la possibilità di contatto con un elevato potenziale di tensione elettrica (fino a 1.000 V ca e 1.500 V cc), l’elmetto protettivo deve essere testato secondo la normativa EN 50365:2002 che specifica i requisiti obbligatori degli elmetti isolanti di III^ categoria.

Per ordinare questa tipologia di elmetti contattaci per e-mail all’indirizzo marketing@nolaferramenta.it o al nostro numero 0975-1904040.